LE SOSTANZE COSMETICHE NOCIVE: LA GUIDA COMPLETA

Quando si ha in mano un prodotto cosmetico il modo più importante per controllare la bontà del prodotto è quello di controllare l’etichetta. In particolar modo consigliamo di guardare gli ingredienti. La descrizione degli ingredienti viene fatta seguendo una norma internazionale: nome INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients). Esistono due nomenclature, quella europea (INCI UE) e quella americana (INCI USA, Ex CTFA). Per questo motivo in molti prodotti si trova una doppia descrizione, per esempio: Aqua (Water). Molti derivati vegetali hanno il nome linneiano (da Linneo), con derivazione latina; per esempio l’olio di mandorle dolci è Prunus dulcis oil (sweet almond oil). La legge 713/86 obbliga a indicare gli ingredienti del prodotto in ordine decrescente, fino all’1%. Al di sotto dell’1% l’ordine può essere arbitrario. La cosa fondamentale è quella di controllare soprattutto i primi 4 o 5 ingredienti: gli altri è molto probabile che siano al di sotto dell’1%, e quindi poco significativi. Di solito il primo ingrediente è l’acqua, poi bisogna controllare con attenzione. Se ci sono una serie di estratti di piante bisogna diffidare: la loro presenza non è rilevante e spesso servono a dare un’apparenza di naturalità. Di seguito vi proponiamo un vademecum completo sulle sostanze cosmetiche da riconoscere ed evitare:

DERIVATI PETROLCHIMICI

Sono derivati dal petrolio, non dermoaffini, generalmente sostanze inerti che non fanno “respirare” la pelle: il loro uso prolungato può causare danni.
In etichettatura sono: paraffinum liquidum o mineral oil, paraffin, cera microcristallina.

SOSTANZE SINTETICHE

Sono numerosissime ed è difficile elencarle tutte. Le principali famiglie sono:

  • Tensioattivi aggressivi e potenzialmente irritanti: Sodium lauryl sulfate (SLS) e Sodium laureth sulfate (SLES). Sono i più diffusi nella detergenza: bagnoschiuma, shampoo, dentifrici, ma anche lavapavimenti e sgrassatori dei motori. Potenzialmente portatori di danni permanenti agli occhi (Jurnal of the American College of Toxicology); possibili danni al sistema immunitario
  • Sostanze che contengono la particella “eth”, etossilato, ovvero in parte petrolifero, potenzialmente irritante (es. ceteareth-12)
  • Sostanze che finiscono con “amine” o simile: pericolo di rilascio di nitrosammine (sostanze cancerogene), es.2-nitro-p-phenylenediamine (colorante per capelli)
  • Sostanze la cui nomenclatura contiene 3 o 4 lettere in maiuscolo: es DEA, MEA, MIPA, EDTA
  • Polyethyleneglycole (PEG), Polypropyleneglycole (PPG). Categoria di sostanze emulsionanti di sintesi. In detergenti e shampoo sono utilizzate per ottenere emulsioni viscose, mentre nelle creme consentono di ottenere emulsioni con effetto emolliente e umettante. Tale effetto è solo apparente, poiché non apporta effettiva idratazione, nascondendo il reale stato della pelle. In particolare le pelli sensibili o danneggiate devono evitare PEG6, PEG20, PEG 75.
  • Propylene glycol, Butylene glycol, Polypropylene glycol

Sono utilizzati come solventi e diluenti nelle emulsioni. Facilitano la fluidità e la tenuta delle emulsioni, evitando la separazione dei componenti. Hanno un alto grado di penetrazione nella pelle, per cui vengono anche usati come veicolo di trasporto dei principi attivi. L’uso continuo causa sensibilizzazione ed aumenta la permeabilità della pelle. Il Propylene Glycol è anche utilizzato in fitocosmetica per estrarre i principi attivi dalle piante.

  • Sostanze che contengono “-trimonium”: ittiotossico, cioè dannoso per l’ambiente (es. cetrimonium chloride)
  • Polimeri sintetici: sono usato generalmente per dare consistenza al prodotto. In etichettatura hanno i prefissi –acryl o –polimer (es. polyacrylammide, acrylates copolymer, carbomer).
  • Isopropyl alcohol è un solvente e denaturante, ma è usato anche come antigelo!

SILICONI

Sostanze di sintesi, non dermoaffini, utilizzate per migliorare la sensorialità del prodotto dando un tocco vellutato o segoso. Inoltre i siliconi evitano la formazione della patina bianca nell’applicazione delle creme e usati nei balsami migliorano la pettinabilità: ottimo risultato immediato, ma possono dare problemi di sensibilizzazione nel tempo.
In etichettatura sono: finiscono in –one (es. dimethicone, cyclomethicone), oppure finiscono in –xane (es.cyclopentasiloxane)

 

 

 

 

CONSERVANTI

  • Aldeide formica. Cancerogena. E’ da anni normato il suo uso, ma frequentemente utilizzata: In etichetta: formaldehyde.
  • quaternium-15: è nocivo perché rilascia formaldeide, è tossico e dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione.
  • Parabeni: molto utilizzati da anni, ma ora sempre più frequenti sono i casi di intolleranze, allergie e sensibilizzazioni. In etichettatura: methylparaben, ethylparaben, propylparaben, butylparaben,…
  • Isotiazolinoni: molto utilizzato e ora sotto accusa per potenziali irritazioni. In etichettatura: methylisotiazolinone, methylchloroisotiazolinone.
  • Imidazolidinyl urea e DMDM hydantoin possono rilasciare formaldeide (cancerogena).
  • Triclosan, è un usatissimo antibatterico, soprattutto su saponi liquidi, ma è anche un pesticida. Gli è stato assegnato un alto indice di rischio per la salute umana e ambientale. Sospetto cancerogeno.

INGREDIENTI RICAVATI DA ANIMALI MORTI

Spesso utilizzati nella cosmesi tradizionale sono invece assolutamente banditi in quella Bio. Si possono nascondere in molti ingredienti ad esempio il Sodium tollowate (ricavato da grasso animale, tipico nei saponi), oppure Collagen, Elastin, Keratin, Squalene (ricavato dal fegato degli squali), Ostrea (ostrica), il colorante C.I. 75470 (ricavato dalla cocciniglia). Sono banditi anche il midollo e la placenta animali (hydrolyzed placental protein)

ANTIOSSIDANTI

Tra gli antiossidanti è spesso usato il Butilidrossianisolo conosciuto con la sigla di BHA: questa sostanza metabolizzata dal nostro organismo è stata riconosciuta dalla Commissione Europea come cancerogeno e può agire negativamente sul sistema endocrino. Per questo motivo la FDA (Food and Drug Administration – agenzia governativa degli Stati Uniti) stabilisce un limite massimo consentito nell’utilizzo di questa sostanza.
Altro antiossidante spesso utilizzato è il BHT: anche questo può causare allergie, ma attenzione perché il suo utilizzo non è regolamentato dalla Commissione Europea.

La linea di prodotti CAMIBIO , grazie alla Certificazione AIAB che garantisce i più rigidi Standard di qualità sui cosmetici Eco Bio, non utilizza nessuno di questi ingredienti.

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